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Yulong Aquila II – un all in one medio gamma completo – Recensione

Purtroppo sembra che ci stiamo avvicinando ad un nuovo lockdown e con le restrizioni attuali il tempo che sto passando a casa è aumentato in modo esponenziale facendomi passare molto più tempo con il mio impianto e con i nuovi prodotti da recensire.  Nelle ultime settimane la mia principale sorgente è stato il nuovo dac/amp di casa Yulong, l’Aquila II appartenente alla serie DA-ART.

Dopo l’aggiornamento del loro top DA10 e dell’entry Canary al modello II, Yulong prosegue con il rinnovamento della loro gamma presentando il loro medio gamma rinnovato, l’Aquila II che fa seguito all’onomino Aquila che avevo già apprezzato a suo tempo. Rinnovato pure il prezzo per una volta al ribasso che passa dagli oltre 800 euro del modello 1 ai 659 attuali,

L’Aquila II è un dac/pre con uscita cuffie bilanciata e sbilanciata con un case compatto. Rispetto al modello precedente il prodotto è quasi del tutto rinnovato, partendo dall’estetica fino ad arrivare al cuore pulsante, il nuovo chip di conversione Sabre9038 Pro

L’Aquila II può essere acquistato su Amazon ad un prezzo di 659 euro

Costruzione ed ergonomia

Una volta estratti i 4 kg dell’Aquila 2 dalla scatola la differenza con l’1 è lampante: Yulong ha deciso di abbandonare il design a parallelepipedo per passare allo stile a “trapezio” del Canary appartenente alla stessa linea DA ART

Come per tutti i suoi prodotti Yulong ha optato per un case interamente in alluminio disponibile nelle colazioni silver, nero e il bellissimo rosso.

Sul frontale troviamo un display analogo a quello del DA10 che ci permette di visualizzare le principali informazioni e navigare tra i menù mediante la grossa manopola del volume. Sullo schermo si può visualizzare la frequenza di riproduzione, l’input utilizzato e quali dei tre filtri è selezionato. Mediante la manopola inoltre si può switchare tra l’utilizzo come dac pure, quindi escludendo il preamp, come pre oppure come amplificatore cuffia.

Oltre all’uscita bilanciata XLR e il jack sbilanciato da 6,3 mm sul frontale troviamo anche un jack bilanciato da 4,4 mm per gli amanti delle IEM che dovrebbe garantire un basso rumore e una potenza adeguata ai piccoli auricolari.

Sul retro troviamo la solita completa gamma di input che troviamo su tutti gli altri prodotti Yulong che include una porta usb, un ingresso ottico, un ingresso rca Spdif e un Aes ebu, mentre gli output sono forniti da una coppia di xlr bilanciati e da una coppia di RCA.

L’ingresso usb dell’Aquila inoltre ha un’ottimizzazione che permette al dac di funzionare al meglio pure con dispositivi mobili, sia Android che iOS, in caso voleste usare come sorgente tablet o smarpthone.

Il dac è sorretto dai caratteristici piedini Yulong che poggiano su tante piccole semisfere in silicone che dovrebbero smorzare le vibrazioni.

Come al solito grande attenzione è riposta nella progettazione interna del dac il cui cuore è il chip top di gamma Sabre ES9038Pro collegato all’ultimo chip usb Xmos U208.

All’interno del dac è presente anche un chip FPGA programmato da Yulong che fornisce un filtro digitale proprietario in grado di bypassare quello interno del 9038 ed è selezionabile da menù con differenze abbastanza evidenti. Riassumendo utilizzando passando attraverso il chip FPGA (Sync mode)avremmo un suono più corposo e morbido, in classico stile Yulong, mentre utilizzando il filtro interno del Sabre (ASRC mode) avremo un suono più brillante e dettagliato, simile allo stile del vecchio ES9018 anche se meno perforante.

L’amplificazione invece è garantita da un circuito dual mono in classe A totalmente a discreti in grado di erogata ben 4,4 W @ 32 ohm in bilanciato e 1,6 W in sbilanciato in classe A/B.

Il tutto è alimentato da due toroidali schermati.

Come al solito Yulong non ha previsto un telecomando relegando l’Aquila ad un utilizzo da scrivania, un vero peccato.

 

Come suona

Durante i miei ascolti ho usato principalmente la modalità ASRC perché generalmente preferisco un suono più dettagliato e dinamico anche se la modalità Sync e l’interpretazione data da Yulong mediante l’FPGA non mi è affatto dispiaciuta e sicuramente incontra il gusto di chi preferisce un suono più rilassato

Il circuito di amplificazione cuffie è di alto livello e riesce a gestire tutte le cuffie grazie ai suoi tre output. L’uscita bilanciata riesce a domare anche le cuffie più esigenti con i suoi 4,4 W mentre le IEM si trovano a proprio agio con l’uscita sbilanciata da 6,3 mm (il 4,4 mm bilanciato ha un’uscita troppo ptente) e il rumore di fondo è tollerabile anche con le IEM più sensibili, peccato per l’assenza di una modalità Low Gain che sarebbe stata l’ideale. Rispetto al top di gamma DA10 l’amplificatore opera in classe A/B invece che in pura classe A, ma la differenza non è così eclatante.

Nonostante abbia usato il processore integrato nel Sabre 9038 si percepisce subito la differenza rispetto ai dac che utilizzavano il precedente top 9018.

L’Aquila II è un dac dal carattere dettagliato e preciso, ma non è super analitico e brillantissimo come tanti dac che usavano il vecchio convertitore 9018 (anche se devo ammettere che a me piaceva e tutt’ora uso un dac Exasound E20 con quel chip).

Rispetto al DA10 (che ricordo costa oltre i 1000 euro) il suono è meno caldo e musicalee con un dettaglio non così preciso  pur mantenendo la stessa tipologia di sound, soprattutto in modalità Sync.

Il basso è profondo con una buona dinamica in modalità ASRC e si può ottenere pure un po’ di profondità extra sacrificando un po’ di velocità sfruttando la modalità Sync.

La gamma media resta il punto forte anche di questo Aquila II grazie ad una resa molto buona delle voci e degli strumenti.

La gamma alta è estesa e brillante il giusto e pure qui potete giocare con i vari filtri per renderla congeniale al vostro ascolto.

Ottima la rappresentazione scenica molto vasta e precisa

 

Conclusioni

L’Aquila 2 si conferma ancora un ottimo all in one di media gamma.

Con 660 euro si può avere un dac amp estremamente completo dotato di tutte le più moderne tecnlogie e con uno stadio di amplificazione in grado di pilotare praticamente qualsiasi cuffia.

Il design e la costruzione sono molto buone, peccato solo per l’assenza del telecomando

Recensione in breve

Voto: 8  su 10

Pro:

  • All in one compatto
  • Ottima qualità sonora del dac
  • Uscita cuffie che può sostituire ampli di fascia media
  • Costruzione buona
  • Ottimo  rapporto qualità/prezzo

 

Contro:

  • Niente telecomando
  • Non si può scegliere il gain

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