Ultimamente per i viaggi sto apprezzando sempre di più la comodità delle in ear true wireless dato che mi permette di non dovermi portare dietro un dongle usb da collegare allo smartphone e di eliminare totalmente i cavi anche se questo mi limitava nella scelta delle cuffie alle poche TWS che possiedo, ma IFI con i loro nuovo Go Pod hanno risolto questo problema.

Gli iFi GO Pod Air sono adattatori Bluetooth hi‑fi pensati per trasformare praticamente qualsiasi IEM cablata in un vero sistema true‑wireless, puntando su portabilità, codec ad alta risoluzione e un suono il più possibile trasparente. La compatibilità con i vari tipi di connettori è garantita anche grazie ai quattro adattatori che coprono praticamente tutte le casistiche di IEM.
GO Pod Air è la versione più leggera, compatta e accessibile della famiglia GO Pod, pensata per chi vuole la comodità del wireless senza rinunciare alle proprie in‑ear di qualità. Supportano codec come LDAC, LHDC, aptX Adaptive e aptX HD, offrendo streaming hi‑res fino a 24 bit/96 kHz, quindi sono rivolti ad audiofili che usano servizi e file di buona qualità
I Go Pod Air sono acquistabili direttamente dal sito IFI ad un prezzo di 249 euro con incluso il connettore per cuffie 2 pin e il connettore per MMCX, mentre gli altri connettori costano 29 euro.


Costruzione ed ergonomia
I Go Pod Air sono fondamentalmente due dac Bluetooth indipendenti che si collegano direttamente al connettore delle vostre iem rendendole wireless. In fase di acquisto si può scegliere anche l’adattatore incluso di modo che sia compatibile con le proprie iem e si può scegliere tra i principali: 2 pin, MMCX, T2 e Pentaconn.
I Pod arrivano in una bella custodia rigida ricoperta in tessuto che funziona anche da doc da ricarica per i due Pod ed è ricaricabile tramite type C. La custodia è ovviamente abbastanza grande da contenere anche le cuffie collegate. All’interno della custodia i pod vengono tenuti in posizione grazie a un sistema magnetica che garantisce l”aderenza ai pin di ricarica, mentre il livello di carica si può controllare grazie ai quattro led al centro.

I Pod sono realizzati in plastica di buon qualità con finitura opaca e sono estremamente leggeri il che li rende molto confortevoli una volta indossati. Sulla superficie inoltre sono presenti dei comandi soft touch per controllare i media anche se non sono praticissimi dato che finiscono dietro l’orecchio una volta indossati, ma sono disattivabili da app.

Per garantire compatibilità con tutte le iem gli uncini che si collegano alle cuffie e pod sono sostituibili in modo rapido e semplice grazie al connettore da 2 pin sul pod


I Pod sono dotati di tecnologia Bluetooth 5.2 e ovviamente supportano tutti i code più moderni per la riproduzione.
Ottima anche l’autonomia di 7 ore a cui vanno ad aggiungersi le 15 ore garantite dalla carica del case.
Come suonano
Per la prova ho usato diverse IEM della mia collezione e i Go Pod Air sono stati in grado di gestirle tutte in tranquillità anche a livello di amplificazione nonostante la potenza non eccezionale (se si vogliono 120mW per canale bisogna puntare ai fratelli maggiori dal costo maggiore). Notevole anche la silenziosità del sistema grazie al sistema che rileva l’impedenza delle cuffie evitando rumori di fondo e fruscii.


In ascolto, i GO Pod Air tendono ovviamente a preservare la firma sonora originale delle cuffiette, aggiungendo solo un leggero calore e un pizzico di enfasi sui bassi che aumenta musicalità e impatto senza impastare i medi, mantenendo al tempo stesso buona chiarezza sulle voci e una resa degli alti dettagliata ma non aggressiva
Conclusioni
Gli iFi GO Pod Air sono una soluzione molto convincente se vuoi rendere wireless IEM di fascia medio‑alta senza snaturarne il carattere, beneficiando di codec hi‑res, potenza più che adeguata e rumore di fondo praticamente assente. In cambio di un’autonomia totale più contenuta rispetto ai GO Pod e ai GO Pod Max, offrono maggiore portabilità, peso ridotto e un prezzo più abbordabile, risultando ideali per uso quotidiano e viaggi, soprattutto se non ti serve un livello di spinta “da desktop” per IEM molto esigenti.

No comments yet.