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Holo Audio Cyan PCM: un dac R2R accessibile e completo – Recensione

L’ultima tendenza in fatto di dac è la riscoperta della tecnologia R2R (scala di resistenza)  invece dei classici chip a cui siamo abituati.

Uno dei marchi che ha sfruttato per prima l’onda di questo successo è Holo Audio con i suoi dac Spring sfruttando una versione particolare e rimodernata dell’R2R e che ha deciso di ampliare la sua gamma con il nuovo Cyan, un all in one con amplificatore cuffie bilanciato. Il dac è disponibile in versione DSD con le uscite fisse e l’uscita cuffia disabilitata e in versione PCM e la possibilità di essere utilizzato anche come pre e ampli cuffie. La versione in prova è quella PCM, quindi completa di funzione pre e uscita cuffie.

Di seguito il setup di prova

Sorgente: PC+Jcat USB sound Card

Ampli cuffie:M2tech MarleyYulong A28, , 2 x Questyle CMA800RSchiit Asgard,

Cuffie: Denon Ah-D2000, Audeze LCD-X, Hifiman He400S, Hifiman Edition X, Heir Audio IEM 8, Noble Audio Savant

Casse;Adam ARTist5

I prodotti Holo Audio sono distribuiti in Italia da Magna Hifi che ha fornito il sample per la prova.

Il Cyan è venduto in tre versioni:

  • La versione PCM, protagonista di questa pova, con scheda di conversione nativa PCM, sezione pre e amplificatore cuffie a 1.349 euro
  • La versione DSD con scheda di conversione DSD senza sezione pre e senza amplificatore cuffie a 1.179 euro (in questa versione non è possibile inserire il controllo volume a causa delle limitazioni del DSD)
  • Le versione Joy che comprende sia la scheda di conversione DSD che quella PCM (dovranno essere sostituite in base a quella che si vuole utilizzare), sezione pre e amplificatore cuffia che funzioneranno solo con la scheda PCM a 1.648 euro

Costruzione ed ergonomia

Il Cyan si presenta come un all in one abbastanza compatto, ma estraendolo dalla scatola si nota subito il suo peso importante.

Il dac è interamente realizzato in metallo scavato con l’alimentatore toroidale isolato dal resto per evitare interferenze. Il case è interamente di colore nero con i fianchetti in color rame che donano un tocco di eleganza al tutto. La costruzione è veramente ottima ed elegante. Insieme al dac viene anche fornito un bel telecomando interamente in metallo nero con i tasti che richiamano i colori dei fianchetti da cui controllare le principali funzioni.

Il frontale è dominato da un grande schermo a matrice di led con la  luminosità regolabile, cosa sempre gradita. Oltre a questo sul frontale si trovano le due uscite cuffie, una bilanciata a 4 pin e un jack da 6,3 mm, e una manopola per regolare il volume e navigare nel menù attraverso cui scegliere tra gli input, gli output e il guadagno dell’uscita cuffie (HIGH/LOW). Dal menù è possibile anche scegliere se utilizzare il dac in modalità oversampling o NOS.

Sul retro sono posizionate tutte le entrate e le uscite del dac, molto completo sotto questo punto di vista. Oltre ai classici usb, Aes/Ebu e ingresso ottico troviamo anche due ingressi SPDIF, uno con connettore RCA e uno BNC, e un input I2S con connettore HDMI, mentre per le due uscite analogiche troviamo una coppia di RCA e da una di XLR. Sul retro troviamo anche l’interruttore On/Off che ho trovato molto scomodo, soprattutto se il dac è posizionato in un mobile, avrei preferito avere il tasto di accensione sul frontale.

Come prima accennato il dac è disponibile in due versioni che si differenziano per la scheda di conversione montata all’interno che è sostituibile. Una versione denominata DSD per la conversione nativa di questo tipo di file e una PCM. Entrambi le versioni sono compatibili con tutti i formati, ma il DSD convertirà i PCM in DSD prima di convertire in analogico e il PCM viceversa. Inoltre, per limitazione del formato DSD che non permette il controllo del volume, la versione DSD ha le uscite analogiche fisse e l’amplificatore cuffia disabilitato. Su Magna Hifi esiste anche una versione denominata Joy che viene fornita con entrambe le schede.

Ovviamente all’interno non troviamo nessun chip di conversione, ma un circuito R2R a 28 bit su una scheda facilmente rimovibile e sostituibile in caso si volesse passare all’altra versione, l’ingresso USB è gestito dall’ultima versione dell’XMOS ed il clock è fornito dai femto clock per evitare Jitter.

Come suona

Il Cyan può funzionare in due modi, ovvero in modalità non oversampling (NOS) o oversampling (OS). Nonostante al momento sia molto in voga il NOS ho preferito la modalità oversampling anche se le differenze sono abbastanza minime.

Il Cyan è un convertitore dal carattere molto “analogico” ovvero con una resa musicale e non aggressiva tendente al caldo.

Il suono che riesce a riprodurre il Cyan è abbastanza impressionante vista la categoria di prezzo, un suono ricco di armoniche, dettaglio, ma comunque molto naturale, piacevolissimo da ascoltare, sia con i monitor stile Adam che collegato direttamente al finale Eam Lab e alle KEF LS50. Il tutto condito da una buona linearità su tutta la gamma di frequenze.

Il basso è ricco, molto dinamico e veloce, anche se pecca un po’ in presenza e quantità. La parte più riuscita è comunque la gamma media con una resa delle voci di alto livello ed una resa strumentale molto dettagliata e precisa. Buon risultato anche in gamma alta mai affaticante, ma comunque dettagliata ed estesa.

L’aspetto che mi ha fatto propendere per la versione PCM rispetto alla versione DSD è stata soprattutto l’uscita cuffie che sulla carta sembrava di buon livello. Il circuito di amplificazione è un circuito bilanciato in grado di erogare 3 W su 32 ohm in bilanciato. Inoltre dal menù è possibile scegliere tra High e Low in base all’impedenza della cuffia collegata.L’uscita cuffie si è rivelata all’altezza del dac e non fa rimpiangere molti amplificatori dedicati presenti sul mercato andando a rivaleggiare anche con apparecchi di buon livello rendendo il Cyan un ottimo all in one da scrivania.

La potenza è più che adeguata per il 90% delle cuffie e a parte casi estremi (come le Hifiman HE6) difficilmente entra in crisi.

Conclusioni

L’Holo Audio Cyan si è rivelato un ottimo apparecchio e mi ha dimostrato quanto queste nuove implementazioni della tecnologia R2R siano promettenti.

L’ottima costruzione ed estetica unite ad un suono di livello lo rendono un perfetto e abbastanza compatto compagno di scrivania come base per un impianto cuffie di buon livello, che però non sfigura neanche in impianti di livello sia utilizzato come dac pure che collegato direttamente a un finale sfruttando le uscite variabili.

Il rapporto qualità prezzo è veramente alto ed è difficile trovare pecche evidenti nella sua fascia di prezzo

 

Recensione in breve

Voto: 9 su 10

Pro:

  • Scheda PCM DSD sostituibile in base alle esigneze
  • Ottima qualità sonora
  • Uscita cuffie di qualità
  • Costruzione fantastica
  • Alto rapporto qualità/prezzo

Contro:

  • Pulsante di accensione sul retro scomodo
  • Leggerino in basso

 

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4 Responses to Holo Audio Cyan PCM: un dac R2R accessibile e completo – Recensione

  1. Stefano Consoli 17 Giugno 2018 at 20:28 #

    Devo dire che presso in nostro showroom il basso del modello Spring Level 1 si è dimostrato molto potente, esteso e articolato ma soprattutto segnalo che Holo Audio è da poco presente in Italia presso lo showroom Consound che ora è rivenditore del marchio.
    buoni ascolti a tutti!

    • Matteo 18 Giugno 2018 at 09:17 #

      Visto come suona il Cyan sono molto curioso di sentire lo Spring, cercherò di recuperarlo a breve.

      Matteo

  2. Andrea 31 Agosto 2018 at 22:55 #

    Ciao Matteo, ottima recensione. Una domanda: quale cuffia sceglieresti da abbinare a questo CYAN fra quelle provate?
    Grazie in anticipo per la risposta

    • Matteo 3 Settembre 2018 at 08:56 #

      Ciao Andrea,
      a me è piaciuto molto con le Audeze.
      Ci vedrei bene anche le Sennheiser HD800, ma anche le HD600.

      Matteo

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