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Mitchell&Johnson JP1: le cuffie ibride elettrostatiche – Recensione

Le IEM multi driver sono ormai una realtà consolida nel panorama audiofilo, mentre resta un campo quasi inesplorato per le cuffie classiche, soprattutto a causa delle difficoltà di incrocio di frequenza dei driver.

Nonostante questo alcuni marchi ci hanno provato, come per esempio Mitchell & Johnson che basa la sua gamma cuffie su un sistema ibrido a due driver per canale, uno dinamico e uno elettrostatico ESL , gestiti da un crossover.

Le protagoniste di questa prova sono le loro top di gamma, le JP1 che si distinguono per il design solido e pieghevole che ne facilita il trasporto, infatti sul sito vengono indicate come adatte per i dj.

Di seguito il setup di prova:

Sorgente: PC+SotM usb card , M2tech Young DSDExasound E20, Aurender Flow, Fiio X3 2nd Gen

AmpliQuestyle CMA800R., Schiit Asgard, M2Tech Marley

Le JP1 sono acquistabili direttamente sul sito del produttore ad un prezzo di 599 sterline

Costruzione ed ergonomia

Aprendo la confezione ci troviamo davanti un bel case semirigido all’interno di cui sono contenuto le cuffie ripiegate e un cavo staccabile da 3,5 mm lungo 1,2m con adattatore a 6,3 mm.

Le cuffie sono realizzate con materiali di buona qualità a partire dai padiglioni in legno ben lavorati e molto piacevoli esteticamente.

I due padiglioni sono collegati attraverso una cerniera in metallo all’archetto. La cerniera che sembra molto resistente permette alle cuffie di essere richiuse per ridurre l’ingombro e permette anche ai padiglioni di adattarsi al meglio alla forma della testa.

I pad sono rivestiti in finta pelle e sono abbastanza imbottiti da risultare comodi, soprattutto perché non stringono eccessivamente.

L’archetto è composto da due parte, la più esterna rigida e una fascia interna imbottita che andrà ad appoggiare alla testa. La fascia si muove su una guida che funge da sistema di regolazione.

Sotto i padiglioni sono presenti due fori per connettere il cavo scollegabile attraverso due jack da 3,5 mm standard.

Il tutto risulta molto comodo e il peso contenuto permette di utilizzare le cuffie a lungo senza problemi.

Il cavo è rivestito in tessuto ed è di buona qualità.

Nonostante il sistema a doppio driver le cuffie sono estremamente sensibili quindi sono facilmente pilotabili da qualsiasi apparecchio ottenendo un risultato abbastanza soddisfacente anche collegandole direttamente allo smartphone.

Come suonano

Non ho provato molte cuffie classiche a driver multiplo, ma nelle JP1 il sistema è ben implementato e il crossover gestisce a dovere i due driver non creando buchi ne sovrapposizioni.

Il driver dinamico garantisce una buona gamma bassa bassa il che essendo una cuffia chiusa non stupisce più di tanto.

Il basso ha un impatto notevole, sia per la qualità che per la quantità. Nonostante le Jp1 scendano in basso il tutto rimane molto articolato e dettagliato, senza esagerare ne andare a coprire le altre frequenze.

Si riscontra un lieve effetto loudness con un rigonfiamento sul medio basso, ma questo riesce anche a rendere più godibili certi tipi di musica e non va ad inficiare in modo evidente la linearità della cuffia

Il basso prorompente tende ad arretrare leggermente la gamma media che rimane però sempre molto godibile e di buon livello non sfigurando neanche a confronto di cuffie più costose.

Un’altra caratteristica notevole delle JP1 è la loro gamma alta che grazie al driver elettostatico è molto estesa e dettagliata

Il dettaglio generale della cuffia è a livelli molto alti e valorizza a pieno i formati loseless e difficilmente si abbina agli mp3 di basso livello, come tutte le cuffie di alta qualità.

La cuffia mantiene inalterate le sue caratteristiche a qualsiasi livello di volume tranne che per un normale aumento della fatica d’ascolto causato dalla gamma alta a volumi molto alti (per molto alti intendo livelli quasi inascoltabili)

Conclusioni

Le Jp1 si sono rivelate delle ottime cuffie e un buon esempio di come un driver multiplo dovrebbe essere implementato in una cuffia ad archetto.

Grazie all’altissima sensibilità suonano bene con tutto e non ci sono problemi di pilotaggio

Le Jp1 sono una cuffia poliedrica che si sposa bene con qualsiasi genere e non presenta lacune evidenti in nessun campo.

Recensione in breve

Voto: 8 su 10

Pro:

-Buona costruzione

-Buona implementazione dei driver

-Custodia rigida inclusa

-Qualità sonora

Contro:

-Lieve effetto loudness

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2 Responses to Mitchell&Johnson JP1: le cuffie ibride elettrostatiche – Recensione

  1. Lele 28 giugno 2017 at 10:14 #

    Non serve identificare L e R, dalla foto si vede che i due jack che entrano nei padiglioni portano entrambi i canali per cui ogni lato si prende quello che lo riguarda

    • Matteo 28 giugno 2017 at 19:53 #

      Vero, non avevo pensato che utilizzando i jack stereo lato cuffia si poteva realizzare un cavo del genere, sono abituato a vedere i jack mono lato cuffia.

      Correggo, grazie

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