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Hifiman HE400i: Ibrido di musicalità e prestazioni tecniche – Recensione

La recensione è stata scritta da un nostro caro amico conosciuto sui vari forum come Alessandro1. Dopo aver ascoltato attentamente la cuffia per svariato tempo comunque appoggio in pieno la recensione.

 

Non posso nascondere una certa ammirazione per la Hifiman, l’eccellente HE6 è la mia cuffia preferita e l’EF6 il suo degno compare. Le cuffie della produzione di questa azienda si stanno facendo strada con autorità alla conquista dei vertici, sia come IEM sia come circumaurali, ma l’azienda di Fang non guarda solo all’eccellenza e alla stretta cerchia delle top; la Hifiman copre varie fasce di mercato e la HE400i, cuffia oggetto di questa prova, è  ora la magnetoplanare entry level della casa che si colloca nell’attuale fascia mid-price dell’impazzito mercato cuffie.

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Per sua sfortuna la HE400i se la dovrà vedere in special modo con la HE6, ma il solo fatto che un confronto è di fatto proponibile, rende già l’idea della qualità complessiva della piccola 400i.

 Le cuffie  sono disponibili su playstereo ad un prezzo di 499,00 euro (prezzo al momento della prova)

 

Specifiche tecniche

 

Risposta in frequenza 20– 35.000 Hz
Impedenza: 35 Ohm
Sensibilità 93 dB a 1 mW
Peso 370g
Sistema acustico Aperto
Tipo: Magnetoplanare Single sided

 

Costruzione ed ergonomia

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La Hifiman ha fatto tesoro di molti feedback che i possessori delle loro cuffie hanno lasciato ed ha lavorato bene per ottenere una cuffia comoda e migliore come indomabilità. La 400i è anche una delle ortodinamiche più leggere.  I suoi 370 grammi sono ottimamente distribuiti in una headband in parte auto-regolante, più ampia e confortevole delle precedenti della serie HE. Anche i pad, ibridi  ecopelle – vellutino sono più morbidi e piacevoli dei precedenti. Infine l’ottimo clamping, senza eccessive pressioni, completa ciò che personalmente ritengo un drastico balzo in avanti rispetto alla vecchia serie HE in fatto di ergonomia.

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Il driver è single sided (con i magneti solo da un lato) per offrire una minor superficie di interferenza per l’onda sonora. Tecnologia applicata anche alla HE560.

Gradevolissima la finitura e le parti in plastica offrono una buona sensazione di solidità.

Il cavo è di buona qualità, ma leggermente corto per utilizzarlo in un impianto diffusori classico, dove idealmente la poltrona dell’ascoltatore è ad almeno due metri dalle elettroniche. La lunghezza del cavo e la sua dotazione (mini jack 3,5 come connessione principale e 6,5 come adattatore) pare suggerire che si tratti di una cuffia pensata più per impianti desktop e semi-portatili.

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Come suona

Quando ho attaccato la cuffia all’impianto mi sono trovato spiazzato. Sapevo di dover scrivere questa recensione, e pur avendo intuito le potenzialità e l’impronta sonora già dai primi minuti, non mi venivano in mente aggettivi per descriverla o collocarla nelle varie categorie audiofile in cui siamo soliti posizionare i nostri oggetti.

Con alcuni brani ero impressionato dalla quantità di dettaglio, seppur restituito in maniera sempre garbata, e pensavo quasi di ascriverla tra le “analitiche” (es: HD800, T1, SRH940…), in altri ascolti, però, ero avvolto e trasportato da un’eccellente fluidità e charme tipico delle cosiddette “musicali” (es: LCD2.2,  HD650, T50RP…).

Questa cuffia è semplicemente una sorta di ibrido tra le due categorie. Ha un’ottima velocità che la rende agile su tutti i tipi di partitura, inoltre, ciò le consente di suonare in maniera fluida e ben controllata allo stesso tempo.

È una cuffia tendenzialmente “calda” che però ha ottime caratteristiche dal punto di vista puramente tecnico, non nasconde ma rivela.

 

Il basso è ben presente, avvolgente e rotondo, ma netto e controllato allo stesso tempo. La HE400i mi sembra avere quel pizzico di medio-basso in più che talvolta dona quella carica emotiva che cerchiamo negli ascolti. Ha un basso preciso e minuzioso con un modo di presentare i brani con quel lieve calore e charme che non guasta mai.

È anche un basso molto valido dal punto di vista puramente tecnico; innanzitutto è sufficientemente profondo da poter riprodurre con autorità quelle frequenze che prima erano solo ad appannaggio di alcune cuffie del calibro di HD800 o HE6, inoltre è un basso veloce e facilmente fruibile anche con amplificatori di piccola stazza.

 

La gamma media è in abbastanza in evidenza e non è in alcun modo adombrata dal basso. Questo medio denso, corposo e ben strutturato l’ho trovato ideale per gli ascolti di musica cantautorale, in special modo con le voci maschili. Ascoltare De Andrè con questa cuffia è un vero piacere, ma la 400i non si tira indietro nemmeno davanti a un sano rock, ha la grinta e l’energia necessaria per rendere viscerali riffs  e “schitarrate”, quasi in stile Grado.

 

La gamma alta, a livello qualitativo è di pari livello con le altre. Delicata e non sibilante non risulta mai fastidiosa. Al contempo ho la sensazione che non ci siano roll-off o buchi di alcun tipo. Personalmente preferisco le cuffie con una gamma acuta più avanti e in evidenza, tuttavia qui abbiamo una gamma alta oggettivamente estesa e discretamente dettagliata, anche se paragonata ad altre top. Anche questo aspetto contribuisce rendere questa 400i una cuffia completa e difficile da battere nella sua fascia di prezzo.

 

L’equilibrio tonale è più che soddisfacente. Volendo essere puntigliosi, paragonandola alla HD800 e HE6, possiamo giudicarla abbastanza incentrata sulle medie frequenze e meno neutrale, ma la piccoletta ha una estensione tale, sia in alto che in basso, da far dimenticare questa percezione e farla apparire tutto sommato neutra. In ciò è molto più vicina alle attuali top che alle ex ammiraglie tipo HD650, o le Beyer serie DT le quali presentano un andamento meno lineare o roll-off nel basso più profondo o accentuazioni in gamma alta.

 

Fin qui sono rose e fiori, ma per fornire un idea più completa di questa cuffia mi piace andarne a cercare anche i difetti. Come si comporta di fronte alle top come la HE6 o una HD800?

Beh, la HE400i non ha particolari timori reverenziali, è valida tecnicamente e piacevolmente eufonica, ma non è un ammazza giganti.

In particolar modo non ha la stessa risoluzione in gamma alta che le due top possono offrire. Ottima estensione, ma cede qualcosa in capacità risolutiva. Nella fattispecie i confronti con la HD800 li ho abbandonati quasi subito perché il punto di forza della tedesca, ossia l’ampiezza di scena, è anche il tallone d’Achille della cinese. La differenza in questo parametro era così evidente che mi risultava difficile confrontarle sulle altre caratteristiche.

Con la HE6 di produzione della stessa casa, invece, il confronto è doveroso. La HE6 è la mia cuffia preferita e le sue doti di neutralità e trasparenza sono un buon banco di prova per sviscerare i difetti della piccola cuginetta HE400i.

Si sente che le due cuffie hanno un DNA comune, ma differiscono ampiamente nei particolari. Per rendere la cosa ancor più dura, nel confrontarle, ho utilizzato soprattutto musica classica. La prima cosa che si nota è infatti una ricchezza armonica maggiore, ovviamente, a favore della HE6.

La gamma acuta della HE6 fornisce una precisione decisamente migliore rimanendo sempre delicata, ed ogni strumento acustico ne beneficia. La sensazione “tattile” che si prova con la HE6 nella HE400i non la riesco ad avere. L’headstage della HE6, pur essendo inferiore in dimensione e scansione dei piani sonori a quello della HD800, risulta comunque di livello assoluto, soprattutto tenendo conto che è una magnetoplanare. Anche in questo parametro la HE400i è inferiore, ma non risulta una cuffia che suona solo “in testa”.

Dalla sua, la HE400i ha una gamma media più corposa e risulta spesso emotivamente più coinvolgente, ma la raffinatezza e la trasparenza della HE6 restano lontane. Questo medio più pesante ne sposta il baricentro della scena più “in faccia” rispetto alla HE6. Se con gli strumenti solisti tipo il violoncello questo può anche essere un vantaggio, lo è meno a partire dai quartetti.

In basso sia ha una maggior sensazione di calore con la 400i, ma con questo tipo di musica non è proprio un vantaggio, la HE6 ha un basso straordinariamente preciso e controllato, per ogni cuffia è difficile esserle pari.

Pur avendo una distorsione estremamente contenuta, la 400i non riproduce la musica con la stessa sensazione di trasparenza e contatto diretto che si ha con la HE6. L’ammiraglia cinese è più naturale e questo è evidente con una manciata di note.

Beh, ho scoperto l’acqua calda? Direi di si, il prezzo di listino Hifiman recita $499,00 contro i $1.299,00. La differenza sonica è praticamente tradotta in dollari, (con la strana valuta cuffiofila che ben conosciamo) mentre va riconosciuto che la comodità e la facilità di pilotaggio, che sono tecnologicamente un miglioramento, sono entrambe a favore della HE400i.

E in confronto alla HE500?

Purtroppo è passato davvero troppo tempo da quando provai la HE500, e per di più su impianti differenti, ma in modo molto informale, se dovessi scegliere tra le due prenderei la 400i. Sull’ergonomia non c’è partita, e avendo anche una discreta facilità di pilotaggio la 400i non mi pare sonicamente inferiore alla HE500.

 

Conclusioni

È una cuffia che ho apprezzato molto, con quell’impostazione sonora leggermente calda l’ho trovata adatta alla musica che richiede anche un po’ quel senso di “intimità”, come quella da cantautore, rock, jazz, e classica solista. Meno a suo agio con la sinfonica a causa di una scena non ai livelli degli altri parametri.

Al di là dei gusti personali ha capacità tecniche di tutto rispetto come estensione di frequenze, linearità, velocità e pulizia che la collocano un gradino sopra le cuffie mid-price come le Sennheiser HD6xx o le Beyerdynamic Dtxxx. Veramente pochi difetti per un ottimo prodotto che però non arriva ad infastidire l’egemonia di cuffie top come la Sennheiser HD800 o la HE6.

Il “voto” lo lascio dare a Matteo della redazione per mantenere uniformità di giudizio con gli altri prodotti recensiti.

 

Recensione in breve

Voto: 8.5 su 10

Pro:

  • Buona costruzione e materiali
  • Suono caldo e avvolgente ma rivelatore.
  • Comodità
  • Discreta pilotabilità

Contro:

  • Scena non troppo ampia
  • Cavo in dotazione non abbastanza lungo

 

 

 

 

 

 

 

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One Response to Hifiman HE400i: Ibrido di musicalità e prestazioni tecniche – Recensione

  1. Franco Tasca 26 Maggio 2015 at 11:51 #

    Ottima recensione come da stile Alessandro, unico appunto…secondo me avrebbe avuto più senso un confronto con la HE-560 che le è più vicina di grado e costo rispetto alle due top di gamma Hifiman e Sennheiser.

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