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Goldnote Hp7: l’ampli cuffie con telecomando che fa da pre – Recensione

Oggi parleremo di un prodotto di origine nostrana, ovvero del pre amplificatore/amplificatore cuffie delle Gold Note denominato Hp7.

La Gold Note è un’azienda di Firenze nota soprattutto per i suoi giradischi e testine di alta qualità nonche  per le sue mastodontiche elettroniche, sia a stato solido che a valvole. L’HP7 fa parte invece della serie Micro, di dimensioni più classiche  rispetto al resto della produzione Gold note, di cui fanno parte anche un dac, un lettore Cd e i finali mono di potenza tutti con le relative alimentazioni maggiorate a parte.

L’HP7 sarà testato con l’alimentazione integrata (è presente un’alimentazione opzionale denominata PSU7 ad un prezzo di listino 700 euro)  e con il seguente setup

Sorgente: Hiface Dac con alimentazione IFI iUSB

Cuffie: Denon AH D2000, Hifiman HE400 e Sennheiser HD650

Il Gold Note Hp7 è disponibile ad un prezzo di listino di 700 euro.

Costruzione ed ergonomia

Esteticamente l’HP 7 si presente molto bene. Il pre è leggermente più grande di un classimo amplificatore dedicato con una dimensione di  20 x 8  x 26 cm con un peso di 4 Kg.

L’HP 7 condivide lo stile essenziale del resto della serie Micro di casa Gold Note. Il frontale, in alluminio satinato nero o silver,  è molto pulito e totalmente privo di manopole, sono presente solo 3 tasti rotondi in alluminio grigio sulle cui funzioni torneremo più avanti. Il volume viene indicato  un piccolo schermo con una scala da 0  a 99 (step da0,5 db) in rosso. Sono presente anche 4 led, i due sopra i pulsanti servono ad indicare l’input utilizzato, quello in alto a sinistra  di colore blu serve ad indicare se il dispositivo è acceso, mentre quello in alto a destra è rosso in caso si sfrutti il toroidale interno oppure verde se si usa la PSU esterna. Sul frontale è presente anche quello che più interessa a noi, ovvero l’output per cuffia ovviamente da 6,3 mm.

I tre tasti sul frontale sovraintendono tutte le funzioni dell’HP7. Il centrale serve per accendere e spegnere l’apparecchio, mentre ai due tasti è deputata principalmente la funzione di volume + / -,  ma anche tutto il resto: premendoli contemporaneamente si cambia la scelta dell’input, mentre  tenendoli premuti entrambi per 5 secondi si passa dall’alimentazione interna alla PSU esterna. Il tutto risulta ben congeniato e facile da gestire, inoltre con l’HP7 viene anche fornito anche un telecomando a forma di carda di credito sottile per controllare il tutto. Come optional è presente un telecomando in alluminio nero più completo e ben costruito che potete vedere nelle foto. L’HP7 è uno dei pochissimi amplificatori per cuffia, forse l’unico, con un telecomando e questa è una caratteristica graditissima.

Sul retro invece troviamo la dotazione di output e input composti da:

–          Vaschetta IEC per l’alimentazione interna

–          Connettore per l’alimentatore esterno PSU7

–          1 input rca e 1 XLR

–          1 line out RCA e 1 XLR per connettere altri apparecchi in linea senza pre amplificazione

–          1 per out Rca e 1 XLR per sfruttare la sua mansione principale, ovvero quella di pre-amplificatore

La dotazione è completa, e comprende anche gli XLR, che visto il prezzo non è così scontato, oltre ad uscite sia in linea, funzionante anche con il pre in stand by, che pre amplificate, ma ci sarebbe piaciuto avere almeno un input in più.

La parte superiore è costituita da una lastra di alluminio spessa circa 2 mm nella stessa colorazione dell’ampli con feritoie per una migliore areazione.

La base è multi forata, in modo da poter essere usata per tutta la serie Micro, dato che la maggior parte dei fori sono liberi,ma è di buona qualità e realizzata al CNC. Una volta rimosso il coperchio la basa s’ imbarca leggermente  in modo che una volta chiuso il case in leggera tensione possa assorbire gli urti non scaricandoli direttamente sulla scheda interna correndo il rischio di spezzarla.

I piedi sono in materiale siliconico e antivibrante e sono incollati direttamente alla base dell’HP7.

Il fondo sforacchiato

Passiamo ora all’interno a cui si può accedere solo rimuovendo il sigillo di garanzia (quindi non fatelo :D).

Una volta rimosse le 8 vili autofilettanti zincate nere che collegano base e coperchio ci si trova davanti l’alimentazione fornita da un toroidale di modesta dimensioni da 15 VA marchiato  RS component.

Il design della  scheda invece è a SMD. Per la preamplificazione vengono usati due LM833m mentre il controllo del volume è gestito da un PGA2320I. La parte relativa all’uscita cuffia invece è realizzata con un LM833m ed un TPA6120A2.

L’interno

Come suona e capacità di pilotaggio

Iniziamo la prova di ascolto con le Denon AH-D2000 che sono una cuffia a bassissima impedenza (24 ohm) e non hanno bisogno di grandi potenze per suonare al meglio, ma soffrono molto l’alta impedenza d’uscita degli ampli che le porta ad avere bassi fuori controllo. L’hp7 non ha selettori di guadagno dato che dovrebbe auto calibrarsi in base all’impedenza della cuffia, quindi basta inserire le Denon e siamo pronti.

I bassi appaiono leggermente pompati, segno che l’impedenza d’uscita non è bassissima, anche se è comunque buona e permette tranquillamente di godere delle Denon. Nel resto della l’abbinamento  è veramente buono, con un’ottima gamma media che viene fuori al punto giusto e rimane molto naturale e una gamma alta dettagliata, ma non affaticante. L’HP7 riesce a muovere molto agevolmente le Denon donandole anche di una dinamica convincente e una buona velocità. Anche alzando il volume pesantemente non si nota nessuna distorsione udibile.

Passiamo ora ad una cuffia notoriamente ostica come la Sennheiser HD650 che con i suoi 300 ohm che schizzano in alto in gamma media la rende un osso duro per molti ampli. Inserendo la cuffia si nota che l’adattamento all’impedenza funziona, infatti mantengo più o meno lo stesso volume, nonostante l’impedenza dieci volte maggiore rispetto alle Denon.  Con sorpresa l’ampli di casa Gold note non mostra nessun problema a pilotare in modo degno le HD650 riuscendo a portare avanti anche la difficile gamma media della cuffia in modo piacevole e godevole. Il basso risulta preciso e gradevole, mai strabordante ne ingombrante e l’HD650 mantiene il suo suono leggermente cupo, quindi con alti mai fastidiosi ne taglienti, anche se non dettagliatissimi. Anche qui la dinamica è di buon livello, accompagnata da una scena bella vasta.

Passiamo ora all’ultima cuffia, ovvero la HE400, la magnetoplanare di casa Hifiman. Le magnetoplanari sono difficili da pilotare nonostante la bassa impedenza dato che richiedono una grande quantità di corrente di corrente per suonare al meglio della loro capacità. L’abbinamento con questa cuffia purtroppo è mediocre, evidentemente l’ampli non è stato pensato per essere abbinato a questo tipo di cuffie.  L’hp7 non riesce a fornire la potenza necessaria per tirar fuori al meglio la gamma media che diventa poco naturale e arretrata. Anche la gamma bassa è poco controllata e invadente e gli alti diventano fastidiosi e leggermente distorti. Ovviamente la dinamica, visto che la cuffia non è abbastanza spinta, perde molto e la cuffia risulta fastidiosa ed affaticante da ascoltare.

Visto che l’Hp7 funziona anche da pre abbiamo voluto provarlo dando qualche breve impressione anche in questa modalità con il seguente impianto:

Sorgente: Transport Bit4Sound HRT01

Finale: McIntosh MC252, Jeff Rowland Model one

Diffusori: Kef LS50, Thiel CS 0.5, Monitor JBL 4320

Il pre suona chiaro e con una risposta in frequenza buona e bilanciata.

Il basso è leggermente asciutto e la ricchezza armonica non è ai massimi livelli.

La messa a fuoco è buona, così come il dettaglio. Il sound stage è non è ampissimo.

 

Conclusioni

Se siete alla ricerca di un buon ampli per cuffie dinamiche ed avete la necessità di un telecomando l’Hp7 può essere l’acquisto adatto per voi.

Esteticamente gradevole e dal suono convincente si è dimostrato a disagio solo con le cuffie magnetoplanari, mentre con le cuffie dinamiche non ha mostrato problemi ne con le alte ne con le basse impedenze.

L’Hp7 inoltre è anche un buon pre che potete quindi utilizzare per pilotare il Vostro finale grazie alle uscite sia bilanciate che sbilanciate oppure può essere collegato ad un integrato grazie alle line out che bypassano la preamplificazione.

Recensione in breve

Voto: 8 su 10

Pro:

–          Buona resa sia con alte che con basse impedenze

–          Output e input sbilanciati e bilanciati

–          Presenti sia uscite pre amplificate che line out

–          Un ampli cuffie con telecomando!!!!

 

Contro:

–          Non adatto alle magnetoplanari

–          Finiture di livello non altissimo

–          Impedenza d’uscita non molto bassa

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