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Burson Soloist SL: Il Soloist “economico” – Recensione

Ne avevamo già parlato in una news, ma ora, grazie al distributore italiano di Burson, ovvero Playstereo, possiamo recensire il Soloist ”economico”, ovvero il Soloist SL

Burson è un’azienda australiana che produce elettroniche di tutti i tipi, partendo dai dac arrivando a finali di potenza. Uno dei cavalli di battaglia della Burson è sempre stata la progettazione con componenti discreti e l’utilizzo di componenti di qualità. E’ salita alla ribalta del mondo cuffiofilo con l’introduzione del suo HA160 a cui poi è seguito il più potente chiamata Soloist a un paio di anni di distanza.

Poco tempo fa è stata presentata la versione SL del Soloist, quella che dovrebbe essere la versione economica, ma a parte il nome ha poco a spartire con il fratello maggiore, dato che la potenza è dimezzata (da 4 W a 2 W su 8 ohm), è sparita la funziona di pre amplificatore e ci sono altre differenze che vedremo in seguito.

Il Soloist SL è stato provato con il seguente setup

Sorgente: Hiface Dac con alimentazione IFI iUSB

Cuffie: Denon AH D2000, Hifiman HE400 e Sennheiser HD650

Il Soloist SL non è proprio economico in senso assoluto, dato che può essere acquistato a 599 euro dall’importatore Playstereo, ma rimane economico rispetto ai 940 euro del fratello maggiore.

Specifiche techniche

Impedenza ingresso: 36.5 KOhms
Risposta in frequenza: ± 1 dB 0 – 50Khz
SNR: >96dB
THD: <0.03% at 30ohm with 1W ouput
Channel separation: >73dB
Potenza in uscita: 2W at 8 Ohms
Impedenza uscita: <1 Ohm @ 30 Ohm, 1W
Consumi: >20W, internal, regulated power supply

NB in alcune parti del sito Burson la potenza viene indicata come 2 W su 16 ohm, ma ho avuto conferma da loro che la potenza è misurata su 8 ohm. Non si sa perché utilizzino un’impedenza che non viene utilizzata da nessuna cuffia.

Costruzione ed ergonomia

L’aspetto che maggiormente accumuna Soloist e Soloist SL è sicuramente l’estetica molto simile, anche se l’SL è di dimensioni più ridotte e misura 14 x 8 x 21 cm con un peso di 2,5 kg.

Il corpo dell’SL è totalmente in alluminio di 2 mm di spessore satinato colore silver e viene anche sfruttato come dissipatore del calore pur non raggiungendo alte temperature.

Sul frontale troviamo l’unico output disponibile, ovvero un jack da 6,3 mm per le nostre cuffia. Oltre a quello troviamo la manopola in alluminio per il volume,a risoluzione infinita e non a scatti, ma qui ci torneremo dopo, e due pulsanti. Il primo pulsante serve per selezionare l’input tra i due disponibili, mentre l’altro serve per settare il guadagno tra alto e basso. Sopra ogni pulsante sono presenti due led che indicano quale input (I e II) e quale guadagno (L e H) sono selezionati. In alto sinistra invece troviamo il marchio Burson inciso.

Passando al retro invece troviamo 2 coppie di input con connettori RCA dorati, comodissimo se usate due  sorgenti diversi, il selettore di tensione tra 110 V e 230 V, la vaschetta IEC e l’interruttore di on/off che avrei preferito sul frontale, molto più comodo in caso si posizionasse in un porta elettroniche.

L’ampli poggia su piedini in gomma di buona qualità, avvitati nel case.

Passiamo ora all’interno.

La prima cosa che balza all’occhio aprendo l’ampli, se mai si è visto l’interno del HA160 o del Soloist, è la sostituzione  del potenziometro a scatti a 24 step di ottima realizzazione con un più economico, ma altrettanto valido  potenziometro Alps blue. In questo modo si perde il controllo di volume a scatti per adottarne uno più classico a risoluzione infinita.

Passando alla scheda si nota che questa è completamente realizzata a discreti e monta componenti di ottima qualità, come i condensatori ELNA o le resistenze DALE.

L’alimentazione è fornita da un toroidale progettato e realizzato direttamente da Burson e totalmente inscatolato..

Nella confezione, oltre all’ampli, troverete anche una classica corda d’alimentazione da pc, il manuale d’istruzioni e, sorpresa, una coppia di cavi RCA.

 

Come suona e capacità di pilotaggio

La potenza del Soloist SL è dichiarata su un valore di 8 ohm, quindi totalmente inutile al fine per cui viene utilizzato, quindi non sappiamo la reale potenza su impedenze utili come i 32 ohm oppure i 300 ohm che potrebbero aiutarci.

Come al solito iniziamo la prova con le Denon AH D2000 che non hanno bisogno di grandi potenze per suonare al meglio, ma necessitano di una bassa impedenza d’uscita. Grazie alla bassa impedenza dell’SL il basso scende molto, ma rimane controllato ed articolato senza essere mai invadente.  La gamma media non è naturalissima e le voci risultano leggermente esili. La resa degli strumenti è migliore con un buon dettaglio. In gamma alta troviamo qualche problemi di affaticamento. La dinamica è di buon livello. Il Burson è brillante, anche troppo, con un suono a tratti affaticante e tagliente che potrebbe non piacere.

Spostiamo il guadagno su High con l’apposito tasto e colleghiamo le HD650. La bella gamma bassa delle HD650 in abbinata al Burson risulta troppo frenata ed esile, perdendo d’impatto e di profondità rispetto al suo solito. La gamma media risulta leggermente arretrata, con una resa delle voci che anche in questo caso non è il massimo per qualità e realismo. La gamma alta brillante dell’SL ben si abbina al carattere scuro dell’HD650 e risulta brillante e dettagliato, ma non fastidioso. In questo caso la gamma dinamica non risulta al top e la cuffia sembra un po’ lenta con questo abbinamento.

Continuiamo la prova con le He400 di casa Hifiman, cuffia molto assetata di corrente, e il guadagno settato su “H”.  Rispetto ad altri amplificatori più pontenti, tipo il fratello maggiore Soloist, si nota una perdita nella dinamica della cuffia che risulta abbastanza compressa ed anche una gamma media un po’ arretrata. Il basso è  controllato, ma non molto articolato e la gamma alta dettagliata  e brillatne, anche se fa la comparsa qualche sibilante qua e là. Il risultato è un po’ sottotono a causa della potenza erogata non proprio da record.

Conclusioni

Il Soloist Sl purtroppo del Soloist ha solo il nome e l’estetica.

La resa è nettamente inferiore rispetto al fratello maggiore e la potenza è nettamente inferiore. Il Soloist SL è molto brillante con una gamma media non molto naturale ed i bassi troppo frenati.

L’abbinamento con l’alta impedenza è sconsigliata, così come quella con le ortodinamiche a causa della potenza ridotta.

La costruzione è buona, così come l’estetica, nonostante manchino le raffinatezze del fratello maggiore.

 

Recensione in breve

 

Voto: 6,5 su 10

Pro:

-Ottima costruzione sia esterna che interna

-Due input separati

– Selezione del guadagno

Contro:

-Troppo brillante con bassi troppo frenati

-Non si accoppia bene con l’alta impedenza e le ortodinamiche

-Prezzo troppo alto per quel che offre

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2 Responses to Burson Soloist SL: Il Soloist “economico” – Recensione

  1. silver_85 21 Ottobre 2013 at 07:57 #

    Ma hai ascoltato anche il Soloist “grande”, per fare questo confronto?
    E non ci hai detto niente? 😀

    • Matteo 21 Ottobre 2013 at 09:46 #

      Sì, l’ho acoltato diverso tempo fa, prima di avere il sito 😀
      Anni luce avanti a questo.

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