menu

Cuffie: AKG K518 LE – Recensione

Oggi, dopo averli recensiti le Marshall Major, avremo un’altra cuffia pensata principalmente per l’utilizzo in mobilità, le Akg K518 LE.

DI questa cuffia esistono due versione, le K518 DJ caratterizzate dalla livrea nera e le K518 LE caratterizzate dal baffo laterale in diversi colori, potete scegliere tra:  rosso. verde, arancio, azzurro, giallo, viola e bianco.

La differenza tra le Dj e Le è solo il colore, tutto il resto, a partire dai driver per arrivare alla costruzione, è identico.

Io, ovviamente, ho scelto il sobrio verde per le mie.

Queste cuffie le ho prese quando, trovandomi in partenza per un viaggio in pullman, ho avuto l’esigenza di prendere una cuffia che fosse ripiegabile, isolante in entrambi i sensi e suonasse bene collegata al lettore.

Alla fine le scelsi senza un particolare motivo, me le trovai davanti al MediaWorld e le presi, erano carine così venrdi e scintillanti.

Visto il tipo di cuffia la prova è stata fatta con un Sansa Clip + caricato con flac e con Spootify Premium su un Xperia U.

Le cuffie al momento si posso trovare ad un prezzo compreso tra i 40 e i 60 euro in base al colore su Amazon.

Confezione e contenuto

La confezione è basica, un blister in plastica che lascia in vista la cuffia presente all’interno

All’interno, oltre alla cuffia, troviamo: manuale d’istruzioni, una adattatore da jack da 3,5mm a 6,3mm e una bella sacchetta in simil pelle lucida con impresso il marchio akg che può contenere agevolmente cuffia, un lettor mp3 e un Fiio E6.

Visto il cavo molto corto sarebbe stata gradita una prolunga di metro o più, ma siccome si possono trovare a pochi euro non mi sembra un gran difetto.

 

Costruzione ed ergonomia

Le K518 mi hanno attirato soprattutto per la loro estetica, quindi chiaramente mi piacciono.

I materiali non sono nulla di spettacolare. L’ archetto in plastica di livello abbastanza basso con un inserto metallico con la scritta “AKG” stampata al laser. La stessa plastica è impiegata per i padiglioni ad esclusione della parte colorata e del giunto rotante che sono costituiti da una plastica lucida.

I pad sono nella solita similpelle di buona qualità, anche se l’imbottitura è abbastanza misera e sottile.

Il cavo è molto corto 1,1 metri che per l’utilizzo in mobilità risulta comodo dato il poco ingombro, ma in casa potreste trovarvi nella necessità di ricorrere ad una prolunga.

La cuffia è leggerissima grazie alla plastica usata e pesa solo 115g, sembra di non averle addosso per il peso

Le Akg  posso essere richiuse per essere riposte nella sacchetta, il che le rende molto comode per un uso urbano. Sotto una foto con a lato un Xperia U.

Purtroppo non si può definire una cuffia comoda. L’archetto non è imbottito, i pad sono poco imbottiti e la cuffia, soprattutto all’inizio, stringe abbastanza forte il che mi rendeva impossibile tenerla su più di un’ora o due.

Nonostante quello che si legge in rete la cuffia è sopravvissuta a quattro vacanze con me affrontando spiagge, acqua, gelo e neve senza problemi, quindi è molto solida secondo me.

L’isolamento è molto forte, si riescono ad ascoltare serenamente in mezzo alla folla senza disturbare nessuno e non disturbando nessuno.

 

Come suonano

Acquistando questa cuffia non avevo grosse aspettative, sono stato attirato maggiormente dall’aspetto e dall’altissima sensibilità della cuffia, 115 dB/mW che le rende perfette per i 30 mW del mio Sansa. Già con il lettore si possono raggiungere volumi molto alti senza problemi, con un ampli si possono usare come casse (e l’ho fatto dato che reggono 2 W).

Anche qui il mio pregiudizio era sbagliato e la cuffia risulta molto godibile con ascolti senza pretese audiofighe come quelli che si fanno in movimento.

La cosa che subito salta all’occhio è il basso bello pieno, perfetto per i bass-head, i divoratori di techno ed elettronica. In verità il basso con altri generi risulta a tratti fin troppo pompato e l’articolazione non è certo il suo forte, anche se è pur sempre meglio di un paio di Dr.Dre.

La gamma media risulta sporcata dal basso un po’ pompato che la mette un po’ in secondo piano facendole risultare un po’ arretrate e ne risulta una resa delle voci non eccezionale anche se resta comunque.

In gamma alta nulla da segnale, non pecca ne eccelle.

Il suono in generale risulta molto morbido e per nulla affaticante e la cuffia si farebbe ascoltare per ore se non fosse per la scomodità.

Il dettaglio è nella media delle cuffie di questa fascia e non è proprio il massimo.

La cuffia non ha problemi di resa neanche a volumi da stadio, quindi si può alzare tranquillamente quanto si vuole, anche se i bassi si faranno un po’ più invadenti

 

Conclusioni

Una buona cuffia portatile senza dubbio.

Abbinata ad una Sansa potete farvi un’ottima postazione d’ascolto in movimento senza problemi e senza paura di disturbare nessuno.

Cuffia adatta agli amanti dei bassi, della musica elettronica, un po’ meno al rock.

La costruzione risulta buona e solida nonostante l’utilizzo della sola plastica.

La ricomprerei senza problemi.

 

Recensione in breve

Suono: 6,5 su 10

Costruzione: 7,5 su 10

Comodità: 7 su 10

Rapporto qualità/prezzo: 8 su 10

Voto finale: 7 su 10

Pro:

– Aspetto e costruzione

– Portabilità

– Facilità di pilotaggio

– Basso ponte

Contro:

– La cuffia stringe troppo sulle orecchie

– Il medio basso è fin troppo invadente

, , , , ,

16 Responses to Cuffie: AKG K518 LE – Recensione

  1. Grunter 22 aprile 2013 at 09:48 #

    Bravo Matteo, complimenti.
    Questa è la classica cuffia da Ciofani… non fa per me che ormai sto diventando un bel matusa 😀

  2. Giampa 24 aprile 2013 at 09:03 #

    Matteo

    Ho la 518 dj ed effettivamente sono fatte per pompare il basso. Comunque su un forum suggerivano di eliminare il foam che copre la membrana, che fra l’altro si rimuove facilmente in quanto non è fissato e si può quindi eventualmente riposizionare.
    Senza foam la cuffia è sicuramente più equilibrata, alti e medi si aprono ed i bassi sono meno invadenti. Certo, l’effetto boom boom sparisce ma per me la cuffia migliora molto.

    • Matteo 24 aprile 2013 at 09:16 #

      Interessante, appena ho un attimo di tempo provo. Il basso di questa cuffia non mi fa impazzire, troppo pompato e se riesco a risolvere è meglio, anche se la uso poco.

  3. Ferdinando 20 agosto 2014 at 23:22 #

    Salve signor stereo-head, io avrei un grosso problema: da un pò di tempo sono un modesto appassionato di musica e le cuffie “casalinghe” ho avuto non si sono mai rotte ne graffiate ne hanno avuto altri problemi. Diversamente, quelle outdoor si sono sempre rotte, vuoi per il jack, vuoi per l’archetto che si smollava si sono tutte rotte. Vorrei un consiglio: secondo lei dovrei prendere le akg o le sennheiser px 200ii? cerco cuffie resistenti e facilmente trasportabili e sopratutto che durino! :). Aspetto una sua delucidazione ed a presto.

    p.s. usa molto indossare i cappellini snapback, non mi giudichi per questo :D, ed ho paura che le akg mi stringano troppo quando le dovrei indossare.

    • Matteo 23 agosto 2014 at 13:58 #

      Le Akg le ho portate al mare, portate in giro in zaino e maltrattate in tutti i modi e sono ancora perfette, mentre le px200 mi sembrano parecchio leggerine.
      L’archetto delle AKG non dà nessun problema ne con il cappellino ne con le berrette.

  4. Fabio 6 ottobre 2014 at 01:32 #

    Scusate ma queste cuffie sono provviste di microfono?

    • Matteo 6 ottobre 2014 at 19:33 #

      No, niente microfono

  5. N4k10 12 dicembre 2014 at 21:27 #

    Ciao concordo quasi con tutto, ti devo far notare però, che le DJ a differenza delle LE hanno il cavo decisamente più lungo (almeno le mie hanno il cavo da 2 metri) che se portata in giro è un pochino scomodo. Confermo che il basso diventa meno ingombrante eliminando la membrana, inoltre quando si consumano i padiglioni se li sostituite con quelli in velluto risulteranno un pochino + comode.

  6. daniels 16 febbraio 2015 at 19:41 #

    È sufficiente sottrarre qualche db sotto i 300 hz con l eq del sansa per equilibrare il sound mostruosamente solido delle 518. Dopo 1 anno l archetto si è leggermente ammorbidito rendendole piu confortevoli. Materiali robustissimi rispetto alla concorrenza. In studio non le userei ma certamente valgono il doppio di quello che costano. Le ricomprerei domani…magari gialle 🙂 ma sempre 518. Ottime con fiio mckinley (e5) ovviamente senza filtro attivo sulle basse!

  7. fon-pacific 6 marzo 2015 at 11:57 #

    Le ho prese anch’io, in super offerta in un negozio che ora non ricordo a circa 20€. Non sono eccellenti ma per quel che le uso io (musica a lavoro da portatile) vanno benissimo.
    Anche a me stavano molto scomode all’inizio ma posso dirvi che adesso sono decisamente più comode. L’archetto è infatti una lamina di metallo coperta di gomma e quindi si riesce ad allargare, è flessibile. Sono riuscito ad allargarle di parecchio e sono estremamente più comode adesso!

  8. sillywalks 7 dicembre 2015 at 11:59 #

    Recensione interessante, ma vorrei sapere la tua opinione sulle akg 451, visto che sono ancora indeciso tra quelle e le Marshall Major. Un saluto.

    • Matteo 7 dicembre 2015 at 18:40 #

      Ciao,
      purtroppo non le ho mai provate le 451.

      Matteo

Trackbacks/Pingbacks

  1. Mod cuffie Akg K518 Le - Stereo-Head - 28 aprile 2013

    […] In quest’articolo parleremo di due modifiche che vanno in direzione opposte per le Akg K518 Le già recensite qua. […]

  2. Anonimo - 2 luglio 2013

    […] senza fili sotto i 50 euro non ne trovi. Qui Recensione Cuffie AKG K512 LE | Srereo-Head una mia recensione delle AKG e qua anche una modifica che consiglio Modifica Cuffie AKG 518 LE | […]

  3. Amplificatori: Nuforce MMP - Recensione - Stereo-Head - 5 luglio 2013

    […]  AKG K518, Sennheiser HD600, Sound magic […]

  4. Amplificatori: Firestone Fireye Mini + - Recensione - 16 luglio 2013

    […] Akg K518, Sennheiser HD600, SoundMagic […]

Lascia un commento

Powered by WordPress. Designed by WooThemes